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Taurisci
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I mwdaTaurisci (mwdqTaurisci in mwdglatino, che secondo mwdwPlinio il Vecchio corrispondevano agli stessi mweamweqNoricicite-ref-1[1]) erano un'antica mwfgpopolazione di origine mwfwceltica migrata nel mwgaNorico settentrionale (corrispondente all'attuale mwgqBaviera orientale, la parte nord della provincia di mwggSalisburgo, l'alta e la bassa mwgwAustria) attorno al 350 a.C., provenienti dalla mwhaGallia, dopo averne percorso il fiume mwhqDanubio.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Tra il IV ed il III secolo a.C.
La conquista da parte dei mwkaCelti continuò anche per il mwkqIII secolo a.C. con l'occupazione prima della mwkgSlovenia nord-orientale, poi della mwkwCarinzia, ed infine della bassa mwlaStiria poco dopo il mwlq200 a.C. Fondarono nella parte meridionale del mwlgNorico nuovi ed importanti mwlwoppida celtici come mwmaVirunum, mwmqTeurnia, mwmgSolva, mwmwCeleia, mwnaSanticum e molti altri ancora.
Il primo contatto con i Romani
Il primo contatto tra le popolazioni del mwnwNorico dei mwoaTaurisci (o mwoqNorici) avvenne nel mwog183 a.C., quando una banda di questo popolo apparve nella zona dove due anni più tardi sarebbe sorta la mwowcolonia romana di mwpaAquileia, ed iniziò a costruirvi un loro mwpqOppidum. I mwpgRomani che videro in questa loro iniziativa, un atto di interferenza nella politica romana dell'area mwpwpadana, inviarono il console mwqaMarco Claudio Marcello con una mwqqlegione per allontanarli. Non furono necessarie le armi, poiché i Taurisci erano giunti in pace, e non appena il console si avvicinò a loro, inviarono ambasciatori per fargli sapere che si sarebbero sottomettessi senza esitazione. Questo gesto fu considerato un segno di amicizia nei confronti del popolo romano, tanto da determinare nei secoli successivi un rapporto di ottimo vicinato e "reciproca ospitalità" tra i due popoli.
Le grandi invasioni di Cimbri, Teutoni e dei Daci di Burebista (113-60 a.C.)
Sappiamo che nel mwra178 a.C. i Taurisci fornirono ai Romani un contingente alleato di 3.000 armati contro i popoli dell'mwrqIstria (mwrgIapodi e mwrwLiburni), mentre alcune loro bande (della zona di mwsaNauporto), si scontrarono nel mwsq129 a.C. con il console mwsgGaio Sempronio Tuditano, che combatté anche i vicini mwswCarni come ci racconta un'iscrizione dell'epoca,cite-ref-2[2] che per questi successi meritò il mwuaTrionfo.cite-ref-3[3]
Alcuni anni più tardi erano, però, i Taurisci a chiedere, dopo aver subito l'invasione dei loro territori da parte delle popolazioni mwvggermaniche di mwvwCimbri e mwwaTeutoni, l'intervento dei Romani e delle loro mwwqlegioni. Nello scontro successivo, avvenuto presso mwwgNoreia nel mwww113 a.C., i Romani ebbero la peggio, non riuscendo a fermare l'avanzata mwxagermanica.cite-ref-strabonevii-2-2-4-0[4]
I due popoli mwyggermani, fortunatamente, decisero di migrare verso occidente alla ricerca di terre dove potersi insediare stabilmente e lasciando liberi i Taurisci, che videro così allontanarsi la minaccia germana. Al contrario i Romani furono costretti a combatterli per oltre un decennio, fino a quando il generale mwywGaio Mario, non riuscì a batterli e distruggerli definitivamente negli anni mwza102 e mwzq101 a.C.
Attorno al mwbg60 a.C. furono sottomessi, insieme al vicino popolo mwbwcelta dei mwcaBoi, di cui erano alleati, dal re dei mwcqDaci, mwcgBurebista, come ci racconta lo stesso mwcwStrabone.cite-ref-5[5] Il risultato finale fu che alcune tribù dei Taurisci migrarono ad est, fino ai confini occidentali del regno dace di mweaBurebista nella piana del fiume mweqTisza; mentre una parte dei mwegBoi migrò in mwewBoemia (a nord), ed un'altra parte a sud, assediando prima la città mwfanorica di mwfqNoreiacite-ref-6[6] e poi riversandosi fino alle terre degli mwggElvezi.
L'età romana
I Taurisci furono menzionati da mwhqAppiano di Alessandria nel corso delle mwhgcampagne militari di Ottaviano in Illirico (35-33 a.C.). Questo popolo fu pertanto combattuto nuovamente dai Romani, forse perché non erano ancora stati sottomessi.cite-ref-7[7]
Nel mwja16 a.C. un'invasione dell'mwjqIstria da parte di alcune tribù della mwjgPannonia e del mwjwNorico, tra cui alcune tribù dei Taurisci, creò il presupposto immediato per l'annessione del Norico meridionale. La campagna che seguì fu condotta da mwkaPublio Silio Nerva, il console del mwkq20 a.C.cite-ref-8[8] Egli occupava così l'intera area attorno a mwlgCeleia e della mwlwCarinzia dove erano state trovate, un secolo e mezzo prima, importanti mwmaminiere aurifere, non addentrandosi oltre.cite-ref-9[9]
mwngVelleio Patercolo riferisce che durante la campagna di mwnwTiberio, del mwoa6 d.C. contro i mwoqMarcomanni di mwogMaroboduo, il mwowcampo di marcia di mwpaCarnuntum (dove erano alloggiate le 4 legioni romane), si trovava proprio lungo il confine con il vicino ed alleato mwpqmwpgRegnum Noricum,cite-ref-10[10] che rimase libero fino al regno di mwqwClaudio. Fu infatti solo attorno al mwra50 d.C. che anche la parte del Norico settentrionale, era annessa definitivamente. Così facendo i mwrqconfini imperiali comprendevano l'intera area a nord delle mwrgAlpi, fino al fiume mwrwDanubio. Il popolo dei Taurisci faceva ora parte dell'mwsaimpero romano.
Note
cite-note-11. ↑ mwtwPlinio il Vecchio, mwuamwuqNaturalis Historia. A.Mocsy, mwugmwuwNoricum, mwvaLondra & mwvqBoston 1974, p.26-27.
cite-note-33. ↑ mwyamwyqFasti Triumphales 614 anni mwygab Urbe condita.
cite-note-99. ↑ mw8qCassio Dione Cocceiano, mw8gStoria romana, LIV, 20.
cite-note-1010. ↑ mw9gmw9wVelleio Patercolo,mw-a II, 109, 5.
Bibliografia
Fonti antiche
• citerefappiano(GRC) Appiano di Alessandria, Historia Romana (Ῥωμαϊκά), vol.. (mw-gtraduzione inglese mw-wArchiviato il 20 novembre 2015 in Internet Archive.).
• citerefcesare-de-bello-gallico(LA) Cesare, Commentarii de bello Gallico. (mwaqitesto latino e mwaqqversione italiana del Progetto Ovidio oppure mwaququi).
• citerefcassio-dione(GRC) Dione Cassio, Storia romana. (mwaqctesto greco e mwaqktraduzione inglese).
• citerefplinio-il-vecchio(LA) Plinio il Vecchio, Naturalis historia. (mwaqstesto latino e mwaq0versione inglese).
• citerefpolibio(GRC) Polibio, Storie (Ἰστορίαι), vol.. (mwaq8traduzione in inglese qui e mwaraqui).
• citerefvelleio-patercolo(LA) Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo. (mwarqtesto latino e mwarytraduzione inglese qui e mwarcqui ).
Fonti moderne
• citerefalf-ldy-1974(EN) Géza Alföldy, Noricum, London, Routledge, 1974, ISBN 978-1138018167.
• citerefgarzetti-1974(IT) Albino Garzetti, L'impero da Tiberio agli Antonini, in Storia di Roma, vol. VI, Roma, Istituto Studi Romani, 1974.
• citerefwilkes-1962(EN) J.J. Wilkes, Studies in the roman province of Dalmatia, in Tesi, Durham, Durham University, 1962.
• citerefwilkes-1969(EN) J.J. Wilkes, Dalmatia, in History of the provinces of the Roman Empire, Londra, Routledge & K. Paul, 1969, ISBN 978-0-7100-6285-7.
Voci correlate